MONOLOGO TEATRALE
Frutto di fantasia anche il nome è cognome della protagonista e' completamente inventato Invece il contesto storico e'plausibile con la storia che si vuole raccontare
sul palco pochi elementi una sedia,una bicicletta,una valigia piena di vecchie carte ....
nel fondo donne partigiane di Ferrara si parla di questa donna che ha partecipato attivamente alle lotte di liberazione nel ferrarese
Casumaro e zone vicine erano zone (Reno Centese XIIMorelli),di forte resistenza contadina.le donne rischiavano trasportando messaggi lungo gli argini dei canali e nascondendo i partigiani nei fienili.
LA RESISTENZA DELLE CASE COLONICHE
a Casumaro il fienile come rifugio .
i partigiani nascosti nel doppio fondo delle stalle e sotto il fieno e nei granai.
LA SOLIDARIETA' DELLE COMUNITA'
intere famiglie rischiavano la vita ma nessuno parlava.
LE DONNE DI CASUMARO E IL CONTROLLO DEL PANE
le donne di Casumaro si preoccupavano di raccogliere eccedenze di grano farina e uova per sfamare i clandestini
LA STAFFETTA IN BICICLETTA
moltissime ragazze si muovevano in bicicletta lungo le strade fangose che collegavano Casumaro a Cento,Bondeno,Finale Emilia.
nascondevano i messaggi della Brigata Rizzieri nelle trecce dei capelli ,nelle fodere delle gonne e persino dentro le camere d'aria delle ruote delle biciclette.
la bicicletta era strumento di trasporto e di liberta'
LA STRATEGIA DEL SABOTAGGIO E DELLA PIANURA
azioni mordi e fuggi.tagliavano i fili del telegrafo ,svitavano i bulloni dei binari spargevano chiodi a quattro punte sulla strada .la nebbia-la migliore alleata dei partigiani
il segno di Casumaro di Margherita Ferioli e Debora Pometti
tutto è cominciato con un foglio di archivio del museo della Resistenza di Ferrara .ci sono scritte poche righe ,un nome ,un cognome un data una frazione Giustina Goretti
la mia famiglia viene da Casumaro e quando ho letto quel foglio ho sentito una strana sensazione la stessa di quando cammini sull'argine del canale in pieno inverno e la nebbia ti entra dentro fin sotto i vestiti .
chi eri Giustina ?abbiamo lo stesso sangue?cosa vedevano i tuoi occhi quando guardavi la stessa distesa di terra piatta che guardo io adesso?
Giustina 1944
in pianura non ci sono montagne per nascondersi .se sei un ribelle o un partigiano della zona di Casumaro ,non hai un bosco dove sparire .hai solo la nebbia la nostra benedetta maledetta nebbia di Casumaro ,quella che quando scende fin da novembre non vedi nemmeno la punta delle tue scarpr .ti nascondi ai tedeschi sì però ti cancella anche il mondo tutto intorno.
lamia resistenza non è fatta di spari è fatta di km.sì di chilometri sui pedali di questa bicicletta con le gambe che tremano ,il fango che si attacca alle ruote .la gente pensa che le staffette portino soprattutto messaggi .certo io porto anche i messaggi cifrati nascosti dentro l'orlo della gonna o dentro le trecce dei capelli,ma la verità è che io porto soprattutto il pane.sì il pane avete capito bene !!perchè i ragazzi nascosti nei doppi fondi delle stalle o sotto il fieno nei granai delle nostre case coloniche non hanno la tessera annonaria e per lo stato fascista non esistono e se non esistono ,non mangiano..ogni mattina è sempre la stessa storia .vai dai contadini che conosci ,sguardo basso,nessuno parla.ti passano un pugno di farina ,tre uova,e un pezzo di lardo .lo nascondo nella borsa della spesa proprio sotto i cavoli -
se ti fermano in un posto di blocco,sulla strada per reno centese e guardano dentro alla borsa sei finita||ti portano a Cento nelle stanze del comando e da lì non esci tutta intera.lo sappiamo tutti cosa hanno fatto a Bruno Rizzieri ,aveva venti anni e non ha parlato...
.e allora che si fa??allora si monta in sella stringo i denti e ci sarà la nebbia a coprirmi!.la paura è grande ,mi stringe la gola ogni volta che sento il rumore di un motore in lontananza ....ma penso ai ragazzi del fienile ed io non voglio diventare come tanti uomini che per salvare la pelle sono diventati dei fantasmi codardi.non sono una eroina sono solo una donna di Casumaro che vuole portare ai ragazzi il pane caldo che profuma di libertà.e ora???ora si va giu'sempre piu' giu'nel fango.non respirare Giustina ,se respiri il vapore della bocca nella nebbia diventa bianco.i tedeschi ti possono vedere .oggi la pianuraè un muro di fumo da Casumaro a Reno Centese non c'è un'ombra non c'è un albero.ho i piedi congelati fin dentro gli zoccoli di legno ,ho pedalato per tre ore e ho i fogli della brigata nella fodera della sella .ho buttato la bicicletta nel fosso appena ho visto quei fari gialli che bucano la nebbia .
il fango mi è entrato fin negli occhi e nella bocca e il sapore è quello della terra e del concime e l'odore quello delle tombe lì vicino.la camionetta dei tedeschi si è fermata tre metri sopra la mia testa .gli stivali dei soldati pestano la ghiaia facendo un gran rumore ,sento anche lo scatto delle armi...ma non sono soli!!!c'è un'altra voce,una voce che conosco ,una voce che non parla tedesco ,una voce che parla la mia lingua la lingua parla il dialetto di Casumaro,quello stretto che si usa nelle stalle pr dividersi il pane .dice dei nomi,dice dei luoghi.hanno le armi sotto le balle di fieno...no,non è possibile,non credo alle mie orecchie .quella voce io la conosco,l'ho sentita anche domenica sorsa sul sagrato della chiesa di San Lorenzo è la voce di uno di noi,un uomo che ha mangiato al tavolo di mio padre
resto immobile come una statua di gesso non ho però piu' paura di morire penso solo che devo avvisare i ragazzi del fienile
vedi Giustina??,tu che mi cerchi negli archivi,tu pensi che la guerra sia fatto solo di grandi bandiere e canzoni di libertà ..ma la guerra può essere anche questo essere traditi da chi conosci nel buio si nasconde il codardo ma la nebbia vede tutto sente tutto ,ma non parla .tocca a te farlo Giustina tocca a te .coraggio.
finale
ho scavato nella terra di Casumaro ho decifrato i silenzi degli anziani ,ho trovato il nome del traditore ma allora perchè sono ancora qui? perchè sento ancora questo freddo??la nebbia sta salendo di nuovo il cerchio i chiude io sono Giustina del 2026 io sono anche Giustina del 1944.questo nome queste mani sono un tutto unico,io sono anche la donna che è scivolata 82 anni fa nel fosso e io non sono mai uscita da quella nebbia.
tu che vivi nel futuro,tu che respiri l'aria del 2026 lo senti il profumo del mio pane caldo?del resto il tempo è un'illusione ,il passato è una stanza accanto alla nostra e e la porta è rimasta aperta.sento ancora il ferro del manubrio della bicicletta .sento il fango sugli zoccoli
andiamooooo
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